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    Melania Calvat-Di Francia è il portale che documenta il sodalizio spirituale tra la Veggente de La Salette e S.Annibale Maria Di Francia, apostolo della preghiera per le vocazioni. E' stato aperto in preparazione al centenario della morte di Melania Calvat. E' un contenitore-archivio di tutto ciò che fa riferimento al sodalizio ed è messo a disposizione di studiosi e storici.

    Melania ad Altamura
     

    Dopo la partenza da Messina, Melania peregrinò a Moncalieri, quindi in Francia. Qui disse di non voler "morire tra i Massoni", scegliendo di tornare in Italia in un luogo dove non fosse conosciuta da alcuno, in ritiro per prepararsi a morire.

    Dalla Francia scrisse ad una sua antica comare, Rosa Cimmino di Gragnano (NA), chiedendole di interpellare un suo antico confessore, il liguorino Padre Alfonso Fusco, perché le cercasse un paese nel quale non fosse conosciuta, per andare a vivere. P.Fusco ne parlò con il Rettore del Santuario di Pompei, il domenicano padre Carlo Cecchini che si disse ben disposto ad accoglierla. Fu per la stessa Melania a rifiutare il suo invito per paura di essere riconosciuta, dal momento che Pompei era luogo di Pellegrinaggi. In quello stesso periodo P.Cecchini fu nominato Vescovo di Altamura. Allora propose alla Pastorella di trasferirsi in quella città dove sarebbe vissuta in incognito sotto la sua protezione ed assistenza spirituale.

       Le prime notizie sulla città di Altamura si riscontrano nel suo epistolario, in particolare nelle lettere scritte all'abate Gilberto Combe, suo direttore spirituale negli ultimi tempi. La mia abitazione è già preparata in Italia. Non partirò prima dell'11 o 12 maggio, gli scrive da Cusset il 17 marzo 1904.Quanto alla mia partenza da un giorno all'altro, l'attendo con impazienza. Il P.Fusco al quale avevo scritto, mi ha risposto il 13, che ha inviato la mia lettera ad Altamura, e che appena avrà la risposta dal Monsignore, me la invierà; che io devo tenermi pronta. Partirò non appena avrò ricevuto avviso (Cusset, 19 marzo 1904).

       Il suo arrivo, la sua prima sistemazione ad Altamura sono narrati fedelmente in un'altra lettera: partita da Vichy il lunedì 13 giugno, viaggiando notte e giorno, sono arrivata alla stazione di Altamura solo il giovedì, alle 10 e un quarto della sera. Là io non trovai nessuno per accompagnarmi per il lungo percorso dalla stazione alla città. Il Padre Fusco, dubitando sempre della mia venuta, non aveva avvertito Mons.Cecchini che, in quel momento si trovava in un'altra città, mentre si facevano delle riparazioni nel suo palazzo Vescovile; ciò spiega il perché non ci fosse nessuno ad attendermi. Malgrado l'enorme gonfiore dei miei piedi, delle mie mani e del mio stesso viso, camminai fino all'entrata della città e là chiesi se non ci fosse lì vicino un hôtel. Mi si rispose negativamente. Ma una persona mi indicò una casa particolare che mi avrebbe dato un letto. Oppressa dalla stanchezza, accettai per mettermi presto a letto. Questa casa era malfamata. L'occhio di Dio ha vegliato su di me.Il giorno dopo feci visita al Vicario Generale, che non sapeva assolutamente che Monsignore attendesse una persona dall'estero; ma egli telegrafò a monsignore che la persona attesa era arrivata. Monsignore a sua volta telegrafò che si avesse grande cura; poi S.E. scrisse che egli desiderava che in attesa del suo ritorno, l'antivigilia di S.Pietro, fossi ospitata nella famiglia dove mi trovo attualmente. Meno male che nessuno mi conoscesse qui, forse che le attenzioni che Monsignore sembrava avere per me nelle sue raccomandazioni, hanno lasciato credere che io fossi qualcuno; tutti i giorni dei sacerdoti, dei signori, delle signore, venivano a farmi visita, e la Padrona di questa casa infelice, ne era contrariata. (Altamura, 2 luglio 1904).

    Melania giunse ad Altamura il 16 giugno 1904, alle ore 22.00.

     

     

     

     

     

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