Melania giunse a Messina il 14 settembre 1897 e qualche giorno dopo assunse la direzione della comunità delle suore.
Il 2 ottobre successivo scrivendo la sua prima lettera da Messina all’abate Gilberto Combe, diceva tra le altre:
“ Io son passata da un estremo all’altro: dalla vita del tutto solitaria alla vita attiva; ma abbiamo un numero di preghiere abbastanza grande. Il quarto voto di questa comunità è di pregare tre volte al giorno il Divino Padrone perché mandi buoni preti alla sua Chiesa, secondo quella parola del Vangelo: “Rogate ergo Dominum messis...”. La comunità non è numerosa; le suore sono una decina; le novizie e le postulanti 6 o 7; le orfane 77. La comunità è affatto sprovvista di rendite: quello che aiuta un poco a vivere è il molino: si vende il pane e la clientela è numerosa per la buona qualità del pane (...). Otto giorni addietro abbiamo avuto il dolore di perdere il nostro Cardinale, da lunghi anni malato ”.
Verso la fine del 1897 si ebbe a Messina una terribile epidemia di tifo: “Le mie occupazioni si sono moltiplicate – scrive il 29 dicembre Melania all’abate Combe – in questi ultimi 25 giorni, per il flagello del tifo, che invade la città ed è venuto a visitare la comunità: noi abbiamo avuto 20 orfanelle colpite! Una è morta l’antivigilia di Natale, un’altra sta morendo, le altre, per grazia di Dio, sono fuori pericolo; ma il municipio, che desidera far suo o comunale l’orfanotrofio, cioè farlo “senza Dio”, non ha cessato di inviare i suoi delegati, per vedere di trovarci in difetto soprattutto in rapporto all’igiene, e ci ha alquanto infastidito. Noi stessi abbiamo operato la disinfezione di tutto il monastero ”.
La permanenza messinese diede a Melania la possibilità di conoscere da vicino l'opera del Canonico Di Francia, contribuendo con la sua pedagogia a volte aspra e dura, a mettere le basi per la riedificanda comunità femminile delle suore.
Il legame che si instaurò col P.Annibale e le sue istituzioni, permise a Melania di sentirsi incorporata alla Congregazione, e di serbare per essa un grande amore, tanto che alla sua partenza da Messina aveva affermato al Padre ed alle suore: Io rimango sempre della vostra Congregazione. Padre Annibale in seguito la definirà Sapiente Confondatrice, ritenendo il tempo della sua permanenza a Messina un vero e proprio Anno di benedizione.
* La foto in alto a destra risale al 1897 e ritrae P.Annibale e Melania al monastero dello Spirito Santo.
* A sinistra foto del quartiere Avignone di Messina, luogo di azione di P.Annibale. |