La Madonna in piedi davanti ai due pastorelli rivolse loro queste parole:
Avvicinatevi figli miei, non abbiate paura: sono qui per annunciarvi un grande messaggio. Se il mio popolo non vuole sottomettersi, sono costretta a lasciar libero il braccio di mio figlio. Esso è così forte e così pesante che non posso più sostenerlo. Da quanto tempo soffro per voi! Poiché ho ricevuto la missione di pregare continuamente mio figlio, voglio che non vi abbandoni, ma voi non ci fate caso. Per quanto pregherete e farete, mai potrete compensare la pena che mi sono presa per voi.
Vi ho dato sei giorni per lavorare, mi sono riservato il settimo, e non me lo volete concedere. E’ questo che appesantisce tanto il braccio di mio figlio! Anche i carrettieri non sanno che bestemmiare il nome di mio figlio… Queste sono le due cose che appesantiscono tanto il braccio di mio figlio. Se il raccolto si guasta la colpa e’ vostra. Ve l’ho fatto vedere l’anno passato con le patate: voi non ci avete fatto caso. Anzi quando ne trovavate di guaste bestemmiavate il nome di mio figlio. Esse continueranno a marcire e quest’anno, a natale non ve ne saranno più.
Voi non capite figli miei? ve lo dirò diversamente. Se avete del grano, non seminatelo. quello seminato sarà mangiato dagli insetti e quello che maturerà cadrà in polvere al momento della battitura. Sopraggiungerà una grande carestia. Prima di essa i bambini al di sotto dei sette anni saranno colpiti da convulsioni e moriranno tra le braccia di coloro che li terranno. Gli altri faranno penitenza con la carestia. Le noci si guasteranno e l’uva marcirà. Se si convertono, le pietre e le rocce si muteranno in mucchi di grano e le patate nasceranno da sole nei campi. A messa, d’estate, vanno solo alcune donne più anziane. Gli altri lavorano di domenica, tutta l’estate. D’inverno quando non sanno che fare, vanno a messa ma per burlarsi della religione. In quaresima vanno alla macelleria come cani. Ebbene, figli miei, lo farete conoscere a tutto il popolo.
Suvvia, figli miei, fatelo conoscere a tutto il popolo. |