Massimino Giraud
Pierre Maximin Giraud nasce a Corps (département de l’Isère) il 26 agosto 1835 da Germain e Anne-Marie Templier. È quartogenito. Suo padre è carradore. A 17 mesi perde la madre, suo padre si risposa con Marie Court.
Parla il dialetto del posto, non sa leggere né scrivere.
Dal 14 al 20 settembre 1846 è a servizio presso Pierre Selme, in sostituzione di un pastorello ammalato.
19 settembre 1846 apparizione della Vergine a La Salette.
Nei tre anni che seguono perde il fratellastro Jean-François, la matrigna Marie e suo padre Germain. È posto sotto tutela dello zio maternoTemplier.
Nel 1850 entra in seminario, ne esce nel 1858.
Nel 1859 è impiegato all’ospizio imperiale di Yvelines (Ile - de - France), passa a Parigi, poi nel Collegio di Tonnerre (département de l’Yonne).
Studente di medicina lavora in una farmacia.
Nel 1856 è a Roma e per sei mesi presta servizio come zuavo pontificio.
Ritorna a Parigi e pubblica l’opuscolo “La mia professione di fede sull’apparizione della Madonna della Salette”.
Nel 1869 torna a Corps e diventa socio di un mercante di liquori.
Nella guerra del 1870 è mobilitato a Forte Barraux (Grenoble).
Ritorna a Corps e nel novembre 1874 risale a La Salette.
Muore l’1 marzo 1875.
La sua salma riposa nel cimitero di Corps, il suo cuore nella basilica del Sanctuaire de Notre Dame de La Salette.
Il segreto affidato a Maximin annuncia la misericordia e la speranza.
Dopo l’apparizione, Massimino fu preso da una pia famiglia di Parigi, che lo misero agli studi intendendo di farne un sacerdote. Ma egli non si sentì chiamato allo stato ecclesiastico, e ne ebbe timidità di coscienza, per cui diceva: “Se sarò sacerdote e non saprò dirigere le anime, si danneranno esse e mi dannerò io”.
Crebbe sempre innocente e buono. In Parigi un giornale redatto da increduli osò deridere la verità dell’apparizione, attestando mentitamente che Massimino stesso la sconfessava. Il giovane allora scrisse un opuscolo sulla verità del prodigioso avvenimento e confutò trionfalmente quella falsità giornalistica.
Divenuto adulto, Massimino si arruolò tra i zuavi pontifici. Quando poi questo nobile corpo si sciolse, se ne tornò al suo paesetto nativo, dal quale saliva non di rado alla santa montagna, e quivi faceva “le recit”, cioè il racconto ai pellegrini, della famosa apparizione. Per tirare la vita impiantò sulla Salette un negozietto di vendita di oggetti sacri relativi alla santa apparizione. Era sull’età di 40 circa quando s’infermò d’idropisia. Ciononostante, infermo com’era, salì sulla Salette a visitare la sua cara Madonna le tante volte, finché, reclinato nel letto dell’ultima infermità, attese pazientemente la morte. Fu confortato dai Santi Sacramenti e dall’assistenza del Curato del suo paesello, (Corps); fece, prima di morire, il giuramento di essere vero tutto ciò che disse e scrisse dell’apparizione della SS. Vergine della Salette, e spirò placidamente nel bacio del Signore il dì 1° marzo, in età di anni 42 circa.
Fu sepolto nel camposanto di Corps. Sulla sua tomba sorge una croce con questa iscrizione: “Qui giace il corpo di Massimino Giraud pastorello della Salette”.
(Notizie redatte da sant'Annibale Maria Di Francia, in Scritti, vol. 59) |