Con la morte di Melania, si fece strada prepotentemente nella mente e nel cuore di P.Annibale il desiderio di conservare e venerare le sue spoglie mortali in un suo istituto, onde tributare alla pastorella della Salette, eterna riconoscenza per quanto aveva fatto per la sua Opera femminile a Messina durante l’anno di benedizione 1897-1898.
Questo pensiero si allineava perfettamente con quello di Mons.Carlo Giuseppe Cecchini, vescovo di Altamura, che lo aveva nutrito indipendentemente dal canonico messinese. Infatti su un suolo acquistato dalla signorina Concetta Monti Carvelà di Altamura, in località Montecalvario, sin dal 1908 aveva cominciato a costruire un istituto con annessa cappella che avrebbe voluto dedicare alla Madonna de La Salette, con l'intento di trasferire le ossa di Melania dal camposanto ed affidare il tutto ad una comunità religiosa. Teodoro Tusino, uno dei primi storici della Congregazione dei Rogazionisti afferma che si "affacciò alla mente del Padre Annibale il pensiero di aprire una sua casa in Altamura che nel 1905 aveva conosciuta assai promettente in fatto di vocazioni, e principalmente perchè pensava di tumulare nella chiesa o cappella dell'istituto le spoglie di Melania, con la certezza che l'orfanotrofio di Altamura sarà la perla delle nostre minime istituzioni, dato che sarebbe il custode delle verginali spoglie della Pastorella della Salette".
L'apertura della casa delle Figlie del Divino Zelo ad Altamura, con la prima celebrazione eucaristica, il 24 maggio 1916, un orfanotrofio per le bambine dei soldati morti in guerra, sarà la realizzazione concreta di questo suo sogno. Si mise d'accordo con Mons.Adolfo Verrienti che aveva sostituito Mons.Cecchini trasferito a Taranto, ed acquistò il locale per 70.000 lire.
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