Alla fine dell'anno concordato, dopo che più volte Melania aveva preannunziato di volere andare via, il 2 ottobre 1898, domenica, dopo aver salutato le suore vistosamente emozionate ed il P.Annibale, sul piazzale del monastero de lo Spirito Santo, lasciava definitivamente Messina. Alle suore affrante disse: «Vi porterò sempre nel mio cuore, pregherò sempre per voi. Vi lascio per superiora la SS. Vergine ». Ed assicurò: «Rimango sempre della vostra congregazione».
Andò verso Moncalieri, poi a Diou, poi ancora a Cusset.
Andata via da Messina Melania si scusò con P.Annibale per il modo con cui era partita, cioè evitando a tutti e due l’emozione e la tristezza per un addio. Con una lettera scritta da Moncalieri, gli raccontò il lungo viaggio e la sua nuova sistemazione. Infine gli chiese di volerla sempre ricordare nelle sue preghiere.
Moncalieri, 8 ottobre 1898
Reverendissimo e Carissimo Padre,
Sia Gesù amato da tutti i cuori!
Sento il dovere di riparare la mia grande mancanza di non avervi domandato perdono prima di partire, ciò non fu dimenticanza no, ma per spegnermi l'emozione che naturalmente si prova nel fare un eterno addio ad una persona tanto buona come lo è Vostra Paternità. Fin che mi vidi sola sola nella ferrovia, non credeva vero che partivo, ed ora vengo umilmente pregarvi di perdonarmi per tutti i dispiaceri che vi ho dato e tutto il male che ho fatto nella vostra comunità ed in fine di tutto il male che Vostra Paternità ha creduta che io ho fatto, in segno di perdono e Nome di Gesù Crocifisso vi prego di benedirmi.
Giunse a Torino mercoledì 5 a mezzo giorno, pioveva dirottamente, con tutto ciò mi mise a cercare una casa sino alla sera che mi ritirai in un albergo, non la trovai, il giovedì nemmeno o se mi si dava una sola camera, il prezzo era di duecento lire!... Io mi vedeva disperata pensando che non trovando casa qui, doveva andare in Francia malgrado la mia grande ripugnanza. Giusto, diceva a me stessa, ho dovuto venire a Torino nel tempo dell'esposizione ove tutte le nazioni vengono per vederla e quindi gli alberghi, le case son tutte piene di gente.
Passando presso la ferrovia andai a tutte le stazioni per vedere e pagare il bagaglio mio, e dappertutto mi domandavano lo scontrino (e ciò era giustissimo) e tutti ancora mi dissero non aver ricevuto casse col mio nome ed ancora che le avessero mai io le poteva ritirare senza il dovuto riscontrino. Ecco perché, Reverendissimo Padre, io mi prese la libertà di mandarvi un dispaccio, e dopo, disperata mi rivolgeva sempre alla bella Mamma mia Maria Vergine, ora la pregava, ora la minacciava per avermi portata e lasciata a mezzo le vie di Torino, ecc. ecc. Nel mentre un buon uomo mi ferma e mi dice: signora volete vostro bagaglio venite con me al gestore.
Arrivati lì, l'uomo mi disse, ora parlate, dite come si fa che avete mandata la roba vostra senza riscontrino ecc. io raccontai il fatto, poi diedi il nome mio e le casse furono trovate, il gestore mi disse che una persona che mi conosceva doveva firmarsi come prova che io sono la padrona delle casse. Subito andai dalle Figlie della Carità, una venne con me, fece la dichiarazione e tutto fu terminato per quella parte; ma la casa? Stanca e annoiata prese la ferrovia e me ne venne qui ove trovai solo due stanze che prese per un anno perché non vi è l'acqua, una persona deve portarmela ogni giorno, ieri l'altro mi portarono le casse.
Ora Reverendissimo Padre, state di buon animo tutto sta bene come ha fatto Iddio, nelle vostre sante orazioni, ricordatevi di quella che involontariamente è stata vostra Croce per circa un anno. Io da peccatrice che sono pregherò per la comunità delle carissime sorelle, probande ed aspirante. Stamattina andrò per sentirmi la S. Messa nella chiesa dei Barnabiti e così farò conoscenza di quei buoni religiosi. Ora vi ho dato tutte le notizie che sapeva di quaggiù.
Vi prego Reverendissimo Padre di benedire Vostra riconoscentissima infima serva inutile
S. Maria della Croce nata Calvat.
L'oeil de Dieu veille sur moi.
Mon salut est dal la Croix.
Vive Notre Dame de La Salette.
|